ARCHIVIO DELLE EDIZIONI PASSATE

L’esperienza Camera di specchi

Nel corso delle edizioni passate un numero di ragazzi, dapprima sparuto e legato ai territori limitrofi a Trieste, poi via via cresciuto nei numeri ha potuto cimentarsi in un confronto costante con giovani affermati professionisti regionali dell ambito cinematografico. Inoltre le tecniche partecipative addottate hanno agevolato un confronto di giovani con le provenienze, i background e le origini più disparate, dagli sloveni in Italia, agli italiani di Croazia e Slovenia, da italo-bulgari, bosniaci, albanesi, catalani, mallorquini trapiantati in Germania, colombiani, friulani e quant’altro.

La formazione è stata quindi un processo di integrazione sociale e arricchimento reciproco. I giovani si sono confrontati in reparti, guidati da un mentor professionista: dalla produzione, alla direzione della fotografia, alla fonica, alla scenografia.

Un’esperienza quindi a tutto tondo che utilizza il video ed il cinema come strumenti di intervento sociale, caratteristica di tutti i progetti di Drop Out.

Quando si lavora in un laboratorio dove i ragazzi collaborano tra di loro a partire dalla sceneggiatura, dalla costruzione dei personaggi, dall’intrigo, dalla relazione tra questi fattori fino alla realizzazione in set e in montaggio ritengo sia una grande promozione di socialità.

Anita Kravos

Attrice

Il cinema è sicuramente uno strumento di promozione sociale e anche  di riorganizzazione sociale per cui presumo che il lavoro di camera di specchi possa aiutare in tal senso. Ho sempre percepito questa parte dell’Italia come isolata e nascosta invece a due passi dal confine c’è un altro universo che va esplorato, e guardare gli altri è un altro modo per guardare noi stessi e questo poi può aumentare la possibilità di raccontare delle storie con il cinema con la letteratura con la musica.

Teho Teardo

Musicista e Compositore